Il progetto Panama nasce con l’obiettivo di contrastare la malnutrizione infantile nelle comunità più vulnerabili dello stato centro americano attraverso un approccio integrato che comprende la sfera agro-alimentare, quella igienico-sanitaria e quella educativa.

L’iniziativa, ideata e avviata dal Collegio San Damiano e dalla Fondazione Lumen Christi, in convenzione con AUCI, ha individuato la necessità di un intervento strutturato in una delle zone più povere della capitale panamense.

Dopo una prima fase di analisi sul campo, il progetto si è sviluppato su più livelli, con l’obiettivo di:

• Formare volontari locali e internazionali, affinché possano trasmettere conoscenze corrette  sulla nutrizione e promuovere abitudini alimentari sane.
• Sensibilizzare la popolazione sull’importanza di un’alimentazione equilibrata, attraverso campagne educative e incontri formativi.
• Implementare interventi pratici, come la creazione di mense comunitarie e l’attivazione di programmi educativi rivolti a bambini e famiglie.
• Migliorare l’accesso a risorse fondamentali, tra cui acqua potabile e servizi igienico-sanitari, per garantire condizioni di vita più sicure e salubri.
L’urgenza di un progetto come questo è evidenziata dai dati allarmanti sulla malnutrizione a Panama e in tutta la regione dell’America Centrale e dei Caraibi. Nonostante il paese registri il tasso di crescita economica più alto dell’America Latina (6,2%), è anche il quinto con il maggior livello di disuguaglianza.

Le comunità indigene e rurali sono colpite in modo sproporzionato dalla povertà: il 98% della popolazione indigena vive in condizioni di estrema povertà. La malnutrizione infantile è particolarmente grave: il 19% dei bambini indigeni sotto i cinque anni ne soffre, con picchi del 55% nella regione di Guna Yala.

La malnutrizione non è solo una conseguenza della povertà economica, ma anche il risultato di fattori complessi come:


• scarsa qualità della dieta e scarsa disponibilità di cibi nutrienti;
• condizioni ambientali precarie, con insufficiente accesso all’acqua potabile e a servizi igienico-sanitari adeguati;
• mancanza di educazione alimentare, che impedisce lo sviluppo di abitudini nutrizionali corrette.


Per questo motivo, il Progetto Panama non si limita alla semplice fornitura di cibo, ma si concentra su un’azione educativa e preventiva, con l’obiettivo di creare un impatto positivo e duraturo sulla salute pubblica e sul benessere della popolazione.

Per garantire un intervento efficace e sostenibile, il progetto si svilupperà in tre tappe fondamentali:
1. 
Creazione di una mensa comunitaria – fase “MENSA”:
◦ L’apertura di una mensa garantirà ai bambini un pasto nutriente al giorno, contrastando la malnutrizione e offrendo uno spazio sicuro per la comunità.
◦ Saranno coinvolti, accanto a volontari del servizio civile universale, membri della comunità locale, affinché il progetto sia sostenibile nel tempo.
◦ Verrà istituito nella stessa struttura un ambulatorio al fine di monitorare la salute e lo sviluppo dei bambini.
2. 
Realizzazione di un’azienda agricola modello – fase “ISOLA”:
◦ Per rendere la mensa autosufficiente, verrà avviato un progetto agricolo-zootecnico locale che fornirà prodotti freschi e nutrienti.
◦ La coltivazione di ortaggi e legumi e l’allevamento di animali permetterà di migliorare la qualità dei pasti e ridurre la dipendenza dalle donazioni esterne.
3. 
Istituzione di un programma di formazione – fase “EDUCARE IL FUTURO”
◦ Attraverso un programma di formazione per volontari locali – tra cui saranno selezionati alcuni giovani ai quali verrà offerta l’opportunità di studiare presso la nostra università – che acquisiranno competenze specifiche in ambito agricolo-zootecnico e igienicosanitario. Questo garantirà la formazione di professionisti preparati che rientrati nel loro paese sosterranno attivamente nel tempo il progetto.