Non è facile tuffarsi in una realtà così diversa e uscirne illesi. E non è facile, per me, riordinare a fine giornata tutte le emozioni e i pensieri accumulati. A volte sono così tanti che finisco a letto confusa, stesa a pancia in su, con lo sguardo fisso al soffitto e la testa pesante.
Come posso essere nata così fortunata? E perché proprio io? Perché non quella mamma di cinque bambini che abbiamo aiutato oggi? Perché non quella ragazza, forse della mia stessa età, che vive in una casetta grande quanto la mia cucina, fatta di assi di legno e lamiere, con buchi qua e là, senza nemmeno un pavimento o un materasso su cui dormire?
Perché io posso raccontarlo dalla mia casa calda, sotto le coperte, con la pancia piena e il viso pulito? In ventisei anni non mi è mai piovuto addosso dentro casa, ho sempre mangiato cibo fresco e pulito, ho potuto scegliere quali vestiti indossare, ho potuto studiare e coltivare dei sogni, curarmi quando ero malata, andare a dormire serena e al sicuro.
So che non è una colpa, ma mi sento così immeritevole di tutto questo. Io non ho fatto nulla: sono semplicemente nata, così come è nata lei. E allora, cosa abbiamo fatto di così diverso prima di nascere?
Diario dall’AINA
Riflessioni
Non è facile tuffarsi in una realtà così diversa e uscirne illesi. E non è facile, per me, riordinare a fine giornata tutte le emozioni e i pensieri accumulati. A volte sono così tanti che finisco a letto confusa, stesa a pancia in su, con lo sguardo fisso al soffitto e la testa pesante.
Come posso essere nata così fortunata? E perché proprio io? Perché non quella mamma di cinque bambini che abbiamo aiutato oggi? Perché non quella ragazza, forse della mia stessa età, che vive in una casetta grande quanto la mia cucina, fatta di assi di legno e lamiere, con buchi qua e là, senza nemmeno un pavimento o un materasso su cui dormire?
Perché io posso raccontarlo dalla mia casa calda, sotto le coperte, con la pancia piena e il viso pulito? In ventisei anni non mi è mai piovuto addosso dentro casa, ho sempre mangiato cibo fresco e pulito, ho potuto scegliere quali vestiti indossare, ho potuto studiare e coltivare dei sogni, curarmi quando ero malata, andare a dormire serena e al sicuro.
So che non è una colpa, ma mi sento così immeritevole di tutto questo. Io non ho fatto nulla: sono semplicemente nata, così come è nata lei. E allora, cosa abbiamo fatto di così diverso prima di nascere?
Articoli recenti
Archivi
Categorie
Gallery Image
Subscribe Today
Calendar
Archivi