Ho trascorso tre settimane a Dodoma, presso il Saint Gemma Hospital, dove sono stata accolta con grande calore dalle sisters che hanno fondato e gestiscono l’ospedale. Nei primi giorni ho seguito la neonatologia, poi il reparto di maternità e infine la radiologia, in particolare l’ambulatorio di ecografie. Ogni reparto è stato per me occasione di apprendimento, ma soprattutto di confronto: ho potuto osservare un modo diverso di vivere la professione medica e, al tempo stesso, scoprire il valore della semplicità e della resilienza in un contesto con risorse limitate.
Ciò che porto con me, oltre all’arricchimento professionale, sono i sorrisi autentici, la disponibilità instancabile del personale e la curiosità reciproca nello scambio di esperienze. Ricordo con affetto i momenti di convivialità con le sisters: i piatti tipici, sempre generosi e speziati, le feste improvvisate per un compleanno o una partenza, i canti che trasformavano ogni occasione in un momento di gioia condivisa.
È stata un’esperienza intensa e stimolante, che mi ha permesso di sentirmi parte di una comunità nuova, pur lontana dalla mia quotidianità, e che mi ha insegnato quanto la diversità possa diventare una ricchezza quando la si vive con apertura e gratitudine.
Un viaggio di cura e di gratitudine al Saint Gemma Hospital
Ho trascorso tre settimane a Dodoma, presso il Saint Gemma Hospital, dove sono stata accolta con grande calore dalle sisters che hanno fondato e gestiscono l’ospedale. Nei primi giorni ho seguito la neonatologia, poi il reparto di maternità e infine la radiologia, in particolare l’ambulatorio di ecografie. Ogni reparto è stato per me occasione di apprendimento, ma soprattutto di confronto: ho potuto osservare un modo diverso di vivere la professione medica e, al tempo stesso, scoprire il valore della semplicità e della resilienza in un contesto con risorse limitate.
Ciò che porto con me, oltre all’arricchimento professionale, sono i sorrisi autentici, la disponibilità instancabile del personale e la curiosità reciproca nello scambio di esperienze. Ricordo con affetto i momenti di convivialità con le sisters: i piatti tipici, sempre generosi e speziati, le feste improvvisate per un compleanno o una partenza, i canti che trasformavano ogni occasione in un momento di gioia condivisa.
È stata un’esperienza intensa e stimolante, che mi ha permesso di sentirmi parte di una comunità nuova, pur lontana dalla mia quotidianità, e che mi ha insegnato quanto la diversità possa diventare una ricchezza quando la si vive con apertura e gratitudine.
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