Quando ho deciso di partire per un mese di volontariato medico a Dodoma, in Tanzania, non sapevo davvero cosa mi aspettasse. Sapevo solo di avere voglia di mettermi in gioco, di imparare e, nel mio piccolo, di dare una mano.
Al Santa Gemma Hospital ho vissuto giornate intense, piene di sfide, incontri e scoperte. Ogni giorno era diverso dal precedente, e ogni reparto mi ha insegnato qualcosa di nuovo: non solo dal punto di vista clinico, ma anche umano.
Mi sono confrontata con professionisti locali straordinari, che lavorano con risorse limitate ma con una dedizione e una forza che lasciano senza parole. Ho imparato molto dal loro modo di affrontare le difficoltà e dal loro profondo senso di comunità.
È stato bellissimo anche condividere questo percorso con gli altri volontari: persone diverse per età, provenienza e formazione, ma unite dallo stesso desiderio di fare del bene. Insieme abbiamo vissuto giornate intense, sorrisi, emozioni e momenti di confronto che porterò con me per sempre.
Quella di Dodoma è stata una vera esperienza di kufundishiana, cioè di apprendimento reciproco. Abbiamo imparato gli uni dagli altri: io ho cercato di condividere le mie conoscenze, ma ho ricevuto molto di più in cambio — lezioni di umanità, di pazienza e di semplicità.
E poi c’è stato anche il divertimento: provare a imparare lo swahili è stata un’avventura! Ogni giorno una parola nuova, e ogni giorno qualche risata quando sbagliavo la pronuncia o inventavo parole inesistenti. È stato un modo meraviglioso per avvicinarmi alle persone e creare legami autentici.
Questa esperienza mi ha aperto gli occhi su un mondo diverso: un mondo dove spesso mancano i mezzi, ma non mancano mai l’umanità, la collaborazione e il sorriso. Mi ha ricordato perché ho scelto di fare questo mestiere: per essere vicino alle persone, ovunque ci sia bisogno.
Le persone che ho incontrato e i colleghi con cui ho condiviso il viaggio avranno sempre un posto nel mio cuore. Riparto con una valigia piena di gratitudine, consapevolezza e desiderio di tornare, un giorno, per dare ancora una mano.
Sara Diana Medico volontario “Twende” – Dodoma, Tanzania
Il senso del mio mestiere, ritrovato a Dodoma
Una valigia piena di gratitudine
Quando ho deciso di partire per un mese di volontariato medico a Dodoma, in Tanzania, non sapevo davvero cosa mi aspettasse. Sapevo solo di avere voglia di mettermi in gioco, di imparare e, nel mio piccolo, di dare una mano.
Al Santa Gemma Hospital ho vissuto giornate intense, piene di sfide, incontri e scoperte. Ogni giorno era diverso dal precedente, e ogni reparto mi ha insegnato qualcosa di nuovo: non solo dal punto di vista clinico, ma anche umano.
Mi sono confrontata con professionisti locali straordinari, che lavorano con risorse limitate ma con una dedizione e una forza che lasciano senza parole. Ho imparato molto dal loro modo di affrontare le difficoltà e dal loro profondo senso di comunità.
È stato bellissimo anche condividere questo percorso con gli altri volontari: persone diverse per età, provenienza e formazione, ma unite dallo stesso desiderio di fare del bene. Insieme abbiamo vissuto giornate intense, sorrisi, emozioni e momenti di confronto che porterò con me per sempre.
Quella di Dodoma è stata una vera esperienza di kufundishiana, cioè di apprendimento reciproco. Abbiamo imparato gli uni dagli altri: io ho cercato di condividere le mie conoscenze, ma ho ricevuto molto di più in cambio — lezioni di umanità, di pazienza e di semplicità.
E poi c’è stato anche il divertimento: provare a imparare lo swahili è stata un’avventura! Ogni giorno una parola nuova, e ogni giorno qualche risata quando sbagliavo la pronuncia o inventavo parole inesistenti. È stato un modo meraviglioso per avvicinarmi alle persone e creare legami autentici.
Questa esperienza mi ha aperto gli occhi su un mondo diverso: un mondo dove spesso mancano i mezzi, ma non mancano mai l’umanità, la collaborazione e il sorriso. Mi ha ricordato perché ho scelto di fare questo mestiere: per essere vicino alle persone, ovunque ci sia bisogno.
Le persone che ho incontrato e i colleghi con cui ho condiviso il viaggio avranno sempre un posto nel mio cuore. Riparto con una valigia piena di gratitudine, consapevolezza e desiderio di tornare, un giorno, per dare ancora una mano.
Medico volontario “Twende” – Dodoma, Tanzania
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